Per il mondo cristiano, il matrimonio é il segno dell'amore di
Dio per gli uomini, e non soltanto l'amore tra
un uomo e una donna. È attraverso il loro amore reciproco, in tutte le sue forme: la condivisione della gioia e del dolore, l’amore fisico, la fecondità, il rispetto dell’altro nella libertà che gli sposi scoprono cos'è l’amore di Dio per l’umanità: il dono di sé senza riserve. L'emozione del "giorno più bello" comporta tutta una serie di preparativi e di scelte per gli abiti da matrimonio per lei e per lui, gli accessori, bomboniere, servizi di catering e ristoranti specializzati, fotografi, autonoleggi, fioristi, biancheria per la casa, agenzie turistiche per il viaggio di nozze e per la location ossia l'affitto della villa o del castello per il pranzo nuziale.
Dio per gli uomini, e non soltanto l'amore tra
un uomo e una donna. È attraverso il loro amore reciproco, in tutte le sue forme: la condivisione della gioia e del dolore, l’amore fisico, la fecondità, il rispetto dell’altro nella libertà che gli sposi scoprono cos'è l’amore di Dio per l’umanità: il dono di sé senza riserve. L'emozione del "giorno più bello" comporta tutta una serie di preparativi e di scelte per gli abiti da matrimonio per lei e per lui, gli accessori, bomboniere, servizi di catering e ristoranti specializzati, fotografi, autonoleggi, fioristi, biancheria per la casa, agenzie turistiche per il viaggio di nozze e per la location ossia l'affitto della villa o del castello per il pranzo nuziale.L'ABITO
La tradizione dell'abito bianco per la sposa risale all'Ottocento e rappresenta verginità e purezza. Le spose romane erano avvolte invece da veli gialli e arancione. Le donne cinesi vestivano in rosso. Rosso é ancora oggi il colore nuziale delle spose indiane. Le spose longobarde vestivano solo una tunica nera. Le spose bizantine delle classi più ricche indossavano vesti di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose. Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano molto colorati, così da essere indossati anche in seguito, durante le feste. Il colore più usato, in ogni modo era il rosso, perché si riteneva che propiziasse le nascite. Oggi oltre al colore bianco si predilige il beige. Il velo proviene dalle usanze del popolo romano che veniva usato, non come segno di pudore da parte della sposa poiché a quel tempo i matrimoni venivano concordati per interessi e per motivi politici tant'é che i due futuri sposi non avevano neanche la possibilità di incontrarsi prima delle nozze. La sposa allora copriva il suo volto fino alla fine della cerimonia per evitare possibili ripensamenti e solo al termine della cerimonia la sposa mostrava il suo aspetto. Il velo della sposa conferisce sicuramente un tocco molto romantico all'abito al quale, naturalmente, deve essere perfettamente intonato. Non deve costituire un elemento d'impaccio, al contrario, deve invece permetterle di giun
gere all'altare al cospetto del suo sposo con un incedere solenne, leggiadro e, soprattutto, estremamente elegante . La regola generale da seguire é quella del contrario: se il vestito é in pizzo il velo non lo sarà , se non lo é il velo lo sarà. Il velo all'americana, più corto davanti che di dietro, é la scelta più solenne. Questo tipo di velo ha la caratteristica di celare dolcemente il volto della sposa, sarà lo sposo quindi a sollevarlo al momento dell'incontro davanti all'altare. Qualche idea di cosa indossare nel giorno fatidico la daranno senz'altro i negozi e gli atelier che si occupano degli abiti da sposa con mille utili consigli per ogni situazione.Per Lei. Per mimetizzare i fianchi larghi é perfetto l'abito leggermente svasato e tagliato sotto il seno, stile Impero, mentre le magrissime possono invece puntare su abiti fluidi, dalla linea scivolata; gonne ampie e vaporose sono invece vietate a chi non é proprio altissima. Quanto allo stile, bisognerà considerare che una cerimonia mattutina in cattedrale richiede un abito di una certa importanza, in raso pesante, mikado o duchesse; una cerimonia pomeridiana in città preferirà invece abiti dalle linee fluide come il crepe de Chine, la georgette di seta, il satin o il raso leggero. Mentre per la Messa nella Chiesetta di campagna, di pomeriggio, sarà perfetto l'abito romantico e vaporoso, in voile, chiffon o faille. In municipio, é preferibile indossare un abito corto o un tailleur, anche pantalone, nei toni del bianco crema, avorio o écru. Naturalmente andranno benissimo anche i toni pastello e, chi lo vorrà, potrà sfoggiare ugualmente un sognante abito lungo.
Per Lui. La regola prima regola fondamentale affinché si crei una perfetta armonia tra i due sposi sull'altare, é quella di prendere in considerazione due fattori fondamentali: l'abito della sposa e il tipo di cerimonia. E' noto che l'abito della sposa deve rimanere segreto fino al giorno delle nozze, onde evitare al futuro sposo pericolose "cadute di stile" lo stesso potrà farsi consigliare da una damigella, o anche dalla madre della sposa, al fine di carpire qualche piccolo ma importante dettaglio comunque utile per orientare le sue scelte. Per una cerimonia formale, tra il mattino e le 18, con la sposa in abito bianco e lungo, lo sposo dovrebbe indossare il tight, come i padri, i testimoni, i fratelli e ogni invitato maschio. Questo particolare completo é davvero molto elegante: si compone, infatti, di una giaca in fresco di lana nera o grigio antracite a code lunghe, che segna la vita e fascia i fianchi, sempre allacciata, mentre i pantaloni sono a righe grigie e nere e il gilet, in doppio petto con revers, é in panno leggere in tinta unita grigio chiaro. La camicia poi avrà i polsini doppi, chiusi da gemelli, il collo rigido, sparato inamidato e angoli rialzati. La cravatta sarà grigia a plastron, fermata da una spilla con perla. In alternativa c'é il mezzo il mezzo tight, che presenta il medesimo taglio, ma senza code. In questo caso non sono previsti né guanti di camoscio, né il cappello a cilindro, essenziali nel tight classico. Le calze saranno nere o antracite, in cotone o seta al ginocchio, con scarpe stringate in vitello nero. Per un matrimonio meno formale, va benissimo anche un abito classico, con giacca rigorosamente monopetto, senza spacchi, con tasche a filetto e in tessuto pettinato e pantaloni senza risvolto. Il gilet é facoltativo. La cravatta, indossata su camicia rigorosamente bianca, sarà a fondo scuro e fantasia minuscola, da accompagnare con la pochette nel taschino della giacca. Per gli accessori, vanno bene le calze, scure e al ginocchio, gemelli ai polsi ed eventuale fiore all'occhiello.
IL BOUQUET
LE FEDI
L'usanza di portare la fede all'anulare sinistro risale addirittura all'epoca degli antichi Egizi. Essi credevano infatti di aver individuato una vena che, partendo dall'anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti. "Legare" l'anulare significava quindi garantirsi la fedeltà. Per incoronare e sigillare l'unione tra gli sposi già gli antichi Romani si scambiavano anelli di ferro, per l'antica legge ebraica le fedi avevano ancor più importanza, infatti ritenevano che solo lo scambio di questi anelli fosse sufficiente a rendere legale il matrimonio. Nel Medioevo, quando non aveva ancora preso totalmente piede lo scambio degli anelli, la "fede" era di grande fattura e di pari preziosità, spesso lo sposo inanellava la sposa con tre anelli. In alcune regioni d'Italia è anche chiamnata "vera", termine veneto-slavo, che significa fedeltà, all'interno si é soliti incidere la data del matrimonio ed il nome della Sposa in quella di lui ed ed il nome dello Sposo in quella di lei. La tradizione vuole che sia lo sposo a pagarle ed a conservale fino al momento dello scambio, ma spesso sono i testimoni a regalarle. Saranno poi i paggetti a portarle sull'altare per la benedizione. Le fedi più indossate sono la "francesina", la classica oppure la piatta. Chi preferisce qualcosa meno tradizionale può optare per un modello incrociato a più cerchi, oppure può scegliere la vera con un piccolo diamante, o addirittura con una serie di diamanti. LA MUSICA
Per un buon risultato dell'intera cerimonia, é meglio che la musica sia eseguita dal vivo. Uno studio specializzato in programmi musicali sarà offrire un accompagnamento professionale e adeguato a tutto il matrimonio. Le proposte spaziano dalla musica classica alla moderna, alle colonne sonore dei film, fino a musiche composte su misura per l'occasione e secondo il desiderio degli sposi. L'organo può essere sostituito da una scenografica arpa o dagli archi, oppure arricchito da voci liriche e corali. Oltre che la cerimonia, anche il ricevimento potrà essere allietato in tutte le sue fasi dalla musica, che dev'essere discreta senza mai coprire le voci di conversazione. Una musica allegra acompagna solitamente il brindisi nuziale, mentre dopoi il taglio della torta si possono eseguire musiche da camera, arie liriche o d'operetta, oppure procedere alle danze in esecuzioni di quintetti d'archi o di orchestrine a dieci-dodici elementi.LE DAMIGELLE DELLA SPOSA
Gli antichi egizi, credevano che gli spiriti cattivi si radunassero il giorno delle nozze nel luogo del matrimonio per rovinare la buona e lieta atmosfera. Per questo motivo, le amiche della sposa vestivano con abiti lussuosi e seguivano la sposa per confondere gli spiriti maligni, che non potendo riconoscere la sposa non potevano augurarle sfortune e nefasti.
BOMBONIERE
Anticamente i co
nfetti venivano confezionati in preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo, per il giorno del matrimonio, devono essere rigorosamente di colore bianco e sempre in numero dispari di solito cinque, per rappresentare le qualità della vita che non devono mancare nella vita degli sposi: salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza. La tradizione prevede che la coppia di sposi giri tra i tavoli dopo il taglio della torta. Lo sposo reggerà un vassoio d'argento con i confetti, la sposa li servirà agli invitati con un cucchiaio anch'esso in argento adornato da un candido nastro color avorio cangiante, sempre in numero dispa
ri. Le bomboniere sono un omaggio degli sposi a quanti hanno fatto un regalo, le bomboniere devono essere scelte in linea con lo stile della cerimonia e le si personalizzerà con le iniziali e la data delle nozze. I confetti, bianchi e in numero dispari, tre o cinque, saranno accompagnati da un cartiglio con i nomi degli sposi. I testimoni ricevono in genere un oggetto diverso o identico ma in materiale più prezioso. Sono di rigore quelle classiche realizzate in cristallo, argento, limoges e soprattutto uguali per tutti, non esistono parenti e amici meno importanti di altri.
PARTECIPAZIONI E RINGRAZIAMENTI
nfetti venivano confezionati in preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo, per il giorno del matrimonio, devono essere rigorosamente di colore bianco e sempre in numero dispari di solito cinque, per rappresentare le qualità della vita che non devono mancare nella vita degli sposi: salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza. La tradizione prevede che la coppia di sposi giri tra i tavoli dopo il taglio della torta. Lo sposo reggerà un vassoio d'argento con i confetti, la sposa li servirà agli invitati con un cucchiaio anch'esso in argento adornato da un candido nastro color avorio cangiante, sempre in numero dispa
ri. Le bomboniere sono un omaggio degli sposi a quanti hanno fatto un regalo, le bomboniere devono essere scelte in linea con lo stile della cerimonia e le si personalizzerà con le iniziali e la data delle nozze. I confetti, bianchi e in numero dispari, tre o cinque, saranno accompagnati da un cartiglio con i nomi degli sposi. I testimoni ricevono in genere un oggetto diverso o identico ma in materiale più prezioso. Sono di rigore quelle classiche realizzate in cristallo, argento, limoges e soprattutto uguali per tutti, non esistono parenti e amici meno importanti di altri.Devono essere spedite almeno due mesi prima della data. La scelta dello stile é compito degli sposi ma la tradizione vuole che nel cartoncino siano i genitori a partecipare congiuntamente al matrimonio dei figli: in alto a sinistra il nome dei genitori della sposa che annunciano il matrimonio della figlia (nome di battesimo) con il futuro sposo (nome e cognome); in alto a destra i genitori dello sposo ripetendo la stessa formula. In basso al centro: il luogo, la data e l'ora del matrimonio. Infine in basso i rispettivi indirizzi. Il biglietto più piccolo, per gli invitati al ricevimento, si inserisce all'interno della partecipazione stessa. Gli sposi dovrebbero far stampare alcuni biglietti di ringraziamento per tutte le persone che hanno inviato un regalo o un biglietto entro un mese dal matrimonio.
TRADIZIONE
Il Riso ai tempi dei pagani veniva gettato sugli sposi per simboleggiare una pioggia di fertilità. Luna di Miele: gli sposi dell'antica Roma erano soliti mangiare del miele per la durata di una luna dopo il matrimonio per riprendere le forze dopo la lunga giornata. Da qui l'origine del detto Luna di miele ad indicare i primi, dolci momenti della vita di coppia. Dote: Secondo la tradizione lo sposo, per tutto il primo anno di matrimonio non doveva sostenere spese per l'abbigliamento della moglie e quindi la famiglia di lei forniva gli abiti, biancheria e accessori. Sollevare la sposa tra le braccia e solcare la soglia della nuova casa risale all'antica Roma: facevano così per evitare che inciampasse, presagio infausto, perché significava che le divinità non la volevano accogliere. Gli sposi non si devono vedere né parlare prima della cerimonia nuziale. I fiori d'arancio simboleggiano purezza e verginità, il fidanzato ne deve regalare un mazzetto, legato con un nastrino bianco alla futura moglie. In alcuni paesi, per tradizione, la sera precedente al matrimonio lo sposo organizza una serenata sotto la finestra della futura sposa. Lo accompagnano parenti ed amici e naturalmente un musicista con il violino, la chitarra o la fisarmonica. A fine serenata un ricco buffet per tutti in segno di ringraziamento viene offerto dai genitori della sposa. Le cose che portano bene! La sposa deve portare con sé il giorno del matrimonio sei cose. Una cosa prestata: ad indicare l'affetto delle persone care che rimangono vicine in questo passaggio. Una cosa regalata: a ricordare il bene delle persone care. Una cosa blu: che anticamente era il colore che simboleggiava la purezza ed era il colore dell'abito da sposa. Una cosa vecchia: che simboleggia la vita che si lascia alle spalle e l'importanza del passato che non deve essere dimenticato nella transizione verso la nuova. Una cosa nuova: che simboleggia la vita che sta per iniziare e indica tutti i traguardi e le novità che porterà con sé.
IL LUOGO DEL BANCHETTO DI NOZZE
Il ristorante, insieme alla Chiesa, deve essere prenotato molto in anticipo per potersi garantire i servizi prescelti e definire meglio menù, addobbi e posizioni degli invitati a tavola. Soluzioni alternative al ristorante possono essere:Villa d'epoca: perfetta per un matrimonio molto elegante, celebrato in cattedrale, con la sposa in abito lungo. Questa soluzione possiede di solito ambienti fastosi e un parco, utilizzabile nella bella stagione per gli aperitivi e per realizzare il servizio fotografico. Loft: di solito uno spazio industriale riadattato, é perfetto per coppie alternative, dopo una cerimonia in comune.
Discoteca: segue la cena al ristorante ed é perfetto per le coppie molto giovani. Palazzo storico: offre anche in città una raffinata cornice classica, ideale per i mesi invernali. Castello: come sopra, con in più un'atmosfera irreale e un pò fiabesca, grazie ai lunghi saloni e all'arredamento di altri tempi. Cascina: segue una cerimonia poco formale, in campagna o in una Chiesetta rustica; il menù avrà il medesimo carattere.
LA TORTA NUZIALE
La torta nuziale é
in assoluto la "regina della festa" e, insieme ai confetti, serve a concludere il banchetto in assoluta "dolcezza". La torta deve essere portata in sala dai camerieri ancora intera; gli sposi, con le mani destre unite, servendosi di un coltello d'argento decorato con un morbido fiocco di raso bianco, dovranno procedere al taglio; dopodiché la sposa porgerà al neo marito la prima fetta, la seconda alla suocera, la terza alla mamma, al suocero, al papà e ai testimoni. Solo ultimati i tagli di rito i camerieri porteranno via la torta procedendo a dividere il resto in porzioni. Entrata a far parte del banchetto nuziale soltanto ai primi del Novecento e considerata per molto tempo segno di scarsa raffinatezza; a partire dagli anni 50, la torta nuziale ha cominciato ad essere unanimemente considerata, un complemento irrinunciabile per ogni ricevimento che si rispetti , purché soddisfi oltre al gusto anche l'estetica (statisticamente
é il pezzo più immortalato dopo la sposa). Attualmente le forme utilizzate dai pasticceri per confezionare le torte nuziali sono tra le più variegate. La torta a più piani: é la torta di maggior impatto visivo creando così tra gli ospiti le migliori aspettative ed é il tipo di dolce nuziale più diffuso in Italia. Si può proporre a tre o cinque piani, se si vuole veramente stupire, si può arrivare a proporre sette torte sovrapposte e disposte separatamente tra loro in modo progressivo dalla più piccola alla più grande partendo dalla cima. La versione all'inglese o a piramide: è un modello tipicamente anglosassone, caratterizzato da una serie di cubi o cilindri disposti a piramide e decorato con festoni e nastri di nastri, fiori e foglie dall'effetto neoclassico o rinascimentale. La torta all'americana: é la torta multipiano in pandispagna interamente rivestita di pasta di mandorle. A prima vista sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria scultura di zucchero glassato, con base piuttosto stretta che si propende verso l'alto e che si tiene su grazie ad una composizione meno soffice e molto più compatta di quella usata per altri tipi di torta. La torta tipicamente italiana, detta a cappelliera, valido compromesso tra la torta a più piani e quella all'inglese é notevolmente più bassa di quella piramidale e composta, nella maggior parte dei casi, da soli tre piani, poggia su una base rotonda ed ha un diametro di circa un metro e mezzo. La torta monopiano: meno appariscente e scenografica rispetto alle precedenti, di grande successo, specie se di grandi dimensioni, é la torta ad un solo piano per la cui preparazione e farcitura é possibile dar libero sfogo alla fantasia! Rivestita di panna o di briciole di meringa, nella versione Mimosa, spesso ricopre un soffice pan di spagna farcito con delicata crema Chantilly e fragoline di bosco o con classica crema pasticcera. Sempre graditissima in estate é poi la versione alla frutta, interamente rivestita di frutti di bosco, oppure glassata nei toni del bianco e dell'avorio, il classico colore delle nozze, nonché le diverse tonalità del verde, rosa o celestino. Le tortine monoporzione: da tenere ulteriormente in considerazione, e di sicuro effetto tra gli ospiti, la possibilità di far confezionare delle piccole torte monoporzione perfettamente identiche a quelle ufficiali da donare a ciascun ospite intervenuto al ricevimento di nozze, oppure da spedire confezionate in apposite scatoline rigide a chi non ha potuto presenziare personalmente al matrimonio (secondo una tradizione importata recen
temente dagli Stati Uniti). La torta al cioccolato: adattissima ai matrimoni celebrati in inverno, é proposta nella versione "full chocolate", farcita di cioccolato sia all'interno che all'esterno, oppure in cioccolato bianco (crema al cioccolato nera all'interno, guarnita all'esterno in cioccolato bianco o panna per i più golosi). Sulla base di questi modelli il pasticcere, che é consigliabile sia altamente professionale, potrà dare libero sfogo alla propria creatività nel gusto, nella forma e persino nel colore, senza incappare in malaugurate cadute di stile. Non esistono limiti invece per le decorazioni, dalla raffinatissima glassa bianca intervallata da piccoli fiorellini in cioccolato bianco e in zucchero, nuvolette e buffolini di panna montata e bigné, delicatissime composizioni di frutta fresca o a pezzettini. In cima alla torta dovrebbero trovar posto le classiche figurine rappresenta
nti gli sposi, spesso adagiati sotto un piccolo arco di fiori, si può pensare anche ad altre soluzioni come un piccolo bouquet di fiori freschi coordinati al tema del matrimonio, oppure, la riproduzione in zucchero glassato delle fedi nuziali. I modelli di torta standard sono: Saint Honoré, Mimosa, Millefoglie fantasia, Charlotte di frutta, grandi crostate guarnite di frutta fresca o di piccoli frutti di bosco. Altra pasticceria: dopo il taglio della torta nuziale si può pensare di allestire un piccolo buffet con piccola pasticceria composto da pasticcini finissimi, biscottini, mousse al cioccolato, spumoni, bavaresi, meringhe, crostate, tiramisù, gelati e macedonie. Se il matrimonio si celebra d'inverno ci potranno essere panettoni e pandori farciti, frutta candita, torroncini regionali. Se celebrato in estate, invece, trionfi di frutta fresca di stagione, anche esotica, limoni e arance imbottite, incorniciate con ghirlande in tema con i decori delle tovaglie.
LISTA DI NOZZE
Fino a pochi anni fa vietata da tutte le regole del bon ton, la lista nozze é oggi una consuetudine accettata perché risolve molti problemi agli sposi e agli invitati, evitando doppioni inutili o, peggio doni non graditi.
Lista di nozze alternative:
Antiquariato: per completare l'arredamento con oggetti antichi e preziosi; fondamentale la serietà dell'antiquario.
Luna di miele: farsi regalare il viaggio di nozze. Gli sposi possono farsi fare un puzzle che riproduca la meta scelta: gli invitati potranno acquistarne uno o più taselli. Libreria: se la lista é fatta in megastore, ai libri si possono aggiungere CD, CD rom, videocasette, giochi di socità, dizionari, ecc.
Corredo: ritorna l'usanza del corredo nuziale, magari con le iniziali degli sposi ricamate sulla biancheria per il letto e per il bagno. Piante e fiori: é una lista verde, con piante, alberi e fiori per il terrazzo o il giardino; nei negozi specializzati si trovano inoltre complementi d'arredo per esterni, ma anche attrezzi specifici.
L'AUTOMOBILE
Discoteca: segue la cena al ristorante ed é perfetto per le coppie molto giovani. Palazzo storico: offre anche in città una raffinata cornice classica, ideale per i mesi invernali. Castello: come sopra, con in più un'atmosfera irreale e un pò fiabesca, grazie ai lunghi saloni e all'arredamento di altri tempi. Cascina: segue una cerimonia poco formale, in campagna o in una Chiesetta rustica; il menù avrà il medesimo carattere.
LA TORTA NUZIALE
La torta nuziale é
in assoluto la "regina della festa" e, insieme ai confetti, serve a concludere il banchetto in assoluta "dolcezza". La torta deve essere portata in sala dai camerieri ancora intera; gli sposi, con le mani destre unite, servendosi di un coltello d'argento decorato con un morbido fiocco di raso bianco, dovranno procedere al taglio; dopodiché la sposa porgerà al neo marito la prima fetta, la seconda alla suocera, la terza alla mamma, al suocero, al papà e ai testimoni. Solo ultimati i tagli di rito i camerieri porteranno via la torta procedendo a dividere il resto in porzioni. Entrata a far parte del banchetto nuziale soltanto ai primi del Novecento e considerata per molto tempo segno di scarsa raffinatezza; a partire dagli anni 50, la torta nuziale ha cominciato ad essere unanimemente considerata, un complemento irrinunciabile per ogni ricevimento che si rispetti , purché soddisfi oltre al gusto anche l'estetica (statisticamente
é il pezzo più immortalato dopo la sposa). Attualmente le forme utilizzate dai pasticceri per confezionare le torte nuziali sono tra le più variegate. La torta a più piani: é la torta di maggior impatto visivo creando così tra gli ospiti le migliori aspettative ed é il tipo di dolce nuziale più diffuso in Italia. Si può proporre a tre o cinque piani, se si vuole veramente stupire, si può arrivare a proporre sette torte sovrapposte e disposte separatamente tra loro in modo progressivo dalla più piccola alla più grande partendo dalla cima. La versione all'inglese o a piramide: è un modello tipicamente anglosassone, caratterizzato da una serie di cubi o cilindri disposti a piramide e decorato con festoni e nastri di nastri, fiori e foglie dall'effetto neoclassico o rinascimentale. La torta all'americana: é la torta multipiano in pandispagna interamente rivestita di pasta di mandorle. A prima vista sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria scultura di zucchero glassato, con base piuttosto stretta che si propende verso l'alto e che si tiene su grazie ad una composizione meno soffice e molto più compatta di quella usata per altri tipi di torta. La torta tipicamente italiana, detta a cappelliera, valido compromesso tra la torta a più piani e quella all'inglese é notevolmente più bassa di quella piramidale e composta, nella maggior parte dei casi, da soli tre piani, poggia su una base rotonda ed ha un diametro di circa un metro e mezzo. La torta monopiano: meno appariscente e scenografica rispetto alle precedenti, di grande successo, specie se di grandi dimensioni, é la torta ad un solo piano per la cui preparazione e farcitura é possibile dar libero sfogo alla fantasia! Rivestita di panna o di briciole di meringa, nella versione Mimosa, spesso ricopre un soffice pan di spagna farcito con delicata crema Chantilly e fragoline di bosco o con classica crema pasticcera. Sempre graditissima in estate é poi la versione alla frutta, interamente rivestita di frutti di bosco, oppure glassata nei toni del bianco e dell'avorio, il classico colore delle nozze, nonché le diverse tonalità del verde, rosa o celestino. Le tortine monoporzione: da tenere ulteriormente in considerazione, e di sicuro effetto tra gli ospiti, la possibilità di far confezionare delle piccole torte monoporzione perfettamente identiche a quelle ufficiali da donare a ciascun ospite intervenuto al ricevimento di nozze, oppure da spedire confezionate in apposite scatoline rigide a chi non ha potuto presenziare personalmente al matrimonio (secondo una tradizione importata recen
temente dagli Stati Uniti). La torta al cioccolato: adattissima ai matrimoni celebrati in inverno, é proposta nella versione "full chocolate", farcita di cioccolato sia all'interno che all'esterno, oppure in cioccolato bianco (crema al cioccolato nera all'interno, guarnita all'esterno in cioccolato bianco o panna per i più golosi). Sulla base di questi modelli il pasticcere, che é consigliabile sia altamente professionale, potrà dare libero sfogo alla propria creatività nel gusto, nella forma e persino nel colore, senza incappare in malaugurate cadute di stile. Non esistono limiti invece per le decorazioni, dalla raffinatissima glassa bianca intervallata da piccoli fiorellini in cioccolato bianco e in zucchero, nuvolette e buffolini di panna montata e bigné, delicatissime composizioni di frutta fresca o a pezzettini. In cima alla torta dovrebbero trovar posto le classiche figurine rappresenta
nti gli sposi, spesso adagiati sotto un piccolo arco di fiori, si può pensare anche ad altre soluzioni come un piccolo bouquet di fiori freschi coordinati al tema del matrimonio, oppure, la riproduzione in zucchero glassato delle fedi nuziali. I modelli di torta standard sono: Saint Honoré, Mimosa, Millefoglie fantasia, Charlotte di frutta, grandi crostate guarnite di frutta fresca o di piccoli frutti di bosco. Altra pasticceria: dopo il taglio della torta nuziale si può pensare di allestire un piccolo buffet con piccola pasticceria composto da pasticcini finissimi, biscottini, mousse al cioccolato, spumoni, bavaresi, meringhe, crostate, tiramisù, gelati e macedonie. Se il matrimonio si celebra d'inverno ci potranno essere panettoni e pandori farciti, frutta candita, torroncini regionali. Se celebrato in estate, invece, trionfi di frutta fresca di stagione, anche esotica, limoni e arance imbottite, incorniciate con ghirlande in tema con i decori delle tovaglie. LISTA DI NOZZE
Fino a pochi anni fa vietata da tutte le regole del bon ton, la lista nozze é oggi una consuetudine accettata perché risolve molti problemi agli sposi e agli invitati, evitando doppioni inutili o, peggio doni non graditi.Lista di nozze alternative:
Antiquariato: per completare l'arredamento con oggetti antichi e preziosi; fondamentale la serietà dell'antiquario.
Luna di miele: farsi regalare il viaggio di nozze. Gli sposi possono farsi fare un puzzle che riproduca la meta scelta: gli invitati potranno acquistarne uno o più taselli. Libreria: se la lista é fatta in megastore, ai libri si possono aggiungere CD, CD rom, videocasette, giochi di socità, dizionari, ecc.
Corredo: ritorna l'usanza del corredo nuziale, magari con le iniziali degli sposi ricamate sulla biancheria per il letto e per il bagno. Piante e fiori: é una lista verde, con piante, alberi e fiori per il terrazzo o il giardino; nei negozi specializzati si trovano inoltre complementi d'arredo per esterni, ma anche attrezzi specifici.
L'AUTOMOBILE
Per condurre la sposa in Chiesa o Municipio si usa di solito un'auto di famiglia, magari d'epoca, accuratamente revisionata all'esterno e all'interno, oppure potrà essere presa a noleggio. In entrambi i casi l'addobbo floreale dovrà essere discreto: una composizione discreta da sistemare sul lunotto posteriore e nulla più.Auto d'epoca:
Anni Trenta: Coupé de Ville (posto aperto per l'autista); Torpedo quattro porte, aperta; Limousine; Berline come Rolls Royce Phantom II, Bentley 3,51, Lancia Dilambda o Astura, Fiat 525, Isotta Fraschini (A, Bugatti 49, Cadillac V16).
Anni Cinquanta: Cadillac americane, dai colori non troppo vivaci, come Lincoln Continental quattro porte, Chevrolet Impala, Cadillac 62. Tra le europee, Lancia Flaminia, Jaguar S o 420,
Mercedes 220S.
IL FOTOGRAFO
La scelta del fotografo non deve essere assolutamente improvvisata, ma attenta e precisa, Dopo aver visionato il book di alcuni fotografi, scegliere quello che appare più in sintonia con le proprie aspettative. La scelta tradizionale é la stampa in bianco e nero o a colori, con qualche immagine "seppiata" o anticata; il formato può essere molto grande o piccolo con fotogrammi ravvicinati. Una novità é rappresentata dalla possibilità di stampare le foto diretamente sulle pagine, come fossero immagini di un libro. Accanto alle immagini classiche viene scelto anche il video realizzato da professionisti.
Per informazioni sulle varie possibilità di Catering:
Francesco Giartosio
francesco@contipronti.it
Francesco Giartosio
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