lunedì 15 febbraio 2010

MATRIMONIO

Per il mondo cristiano, il matrimonio é il segno dell'amore di Dio per gli uomini, e non soltanto l'amore tra un uomo e una donna. È attraverso il loro amore reciproco, in tutte le sue forme: la condivisione della gioia e del dolore, l’amore fisico, la fecondità, il rispetto dell’altro nella libertà che gli sposi scoprono cos'è l’amore di Dio per l’umanità: il dono di sé senza riserve. L'emozione del "giorno più bello" comporta tutta una serie di preparativi e di scelte per gli abiti da matrimonio per lei e per lui, gli accessori, bomboniere, servizi di catering e ristoranti specializzati, fotografi, autonoleggi, fioristi, biancheria per la casa, agenzie turistiche per il viaggio di nozze e per la location ossia l'affitto della villa o del castello per il pranzo nuziale.





L'ABITO

La tradizione dell'abito bianco per la sposa risale all'Ottocento e rappresenta verginità e purezza. Le spose romane erano avvolte invece da veli gialli e arancione. Le donne cinesi vestivano in rosso. Rosso é ancora oggi il colore nuziale delle spose indiane. Le spose longobarde vestivano solo una tunica nera. Le spose bizantine delle classi più ricche indossavano vesti di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose. Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano molto colorati, così da essere indossati anche in seguito, durante le feste. Il colore più usato, in ogni modo era il rosso, perché si riteneva che propiziasse le nascite. Oggi oltre al colore bianco si predilige il beige. Il velo proviene dalle usanze del popolo romano che veniva usato, non come segno di pudore da parte della sposa poiché a quel tempo i matrimoni venivano concordati per interessi e per motivi politici tant'é che i due futuri sposi non avevano neanche la possibilità di incontrarsi prima delle nozze. La sposa allora copriva il suo volto fino alla fine della cerimonia per evitare possibili ripensamenti e solo al termine della cerimonia la sposa mostrava il suo aspetto. Il velo della sposa conferisce sicuramente un tocco molto romantico all'abito al quale, naturalmente, deve essere perfettamente intonato. Non deve costituire un elemento d'impaccio, al contrario, deve invece permetterle di giungere all'altare al cospetto del suo sposo con un incedere solenne, leggiadro e, soprattutto, estremamente elegante . La regola generale da seguire é quella del contrario: se il vestito é in pizzo il velo non lo sarà , se non lo é il velo lo sarà. Il velo all'americana, più corto davanti che di dietro, é la scelta più solenne. Questo tipo di velo ha la caratteristica di celare dolcemente il volto della sposa, sarà lo sposo quindi a sollevarlo al momento dell'incontro davanti all'altare. Qualche idea di cosa indossare nel giorno fatidico la daranno senz'altro i negozi e gli atelier che si occupano degli abiti da sposa con mille utili consigli per ogni situazione.
Per Lei. Per mimetizzare i fianchi larghi é perfetto l'abito leggermente svasato e tagliato sotto il seno, stile Impero, mentre le magrissime possono invece puntare su abiti fluidi, dalla linea scivolata; gonne ampie e vaporose sono invece vietate a chi non é proprio altissima. Quanto allo stile, bisognerà considerare che una cerimonia mattutina in cattedrale richiede un abito di una certa importanza, in raso pesante, mikado o duchesse; una cerimonia pomeridiana in città preferirà invece abiti dalle linee fluide come il crepe de Chine, la georgette di seta, il satin o il raso leggero. Mentre per la Messa nella Chiesetta di campagna, di pomeriggio, sarà perfetto l'abito romantico e vaporoso, in voile, chiffon o faille. In municipio, é preferibile indossare un abito corto o un tailleur, anche pantalone, nei toni del bianco crema, avorio o écru. Naturalmente andranno benissimo anche i toni pastello e, chi lo vorrà, potrà sfoggiare ugualmente un sognante abito lungo.
Per Lui. La regola prima regola fondamentale affinché si crei una perfetta armonia tra i due sposi sull'altare, é quella di prendere in considerazione due fattori fondamentali: l'abito della sposa e il tipo di cerimonia. E' noto che l'abito della sposa deve rimanere segreto fino al giorno delle nozze, onde evitare al futuro sposo pericolose "cadute di stile" lo stesso potrà farsi consigliare da una damigella, o anche dalla madre della sposa, al fine di carpire qualche piccolo ma importante dettaglio comunque utile per orientare le sue scelte. Per una cerimonia formale, tra il mattino e le 18, con la sposa in abito bianco e lungo, lo sposo dovrebbe indossare il tight, come i padri, i testimoni, i fratelli e ogni invitato maschio. Questo particolare completo é davvero molto elegante: si compone, infatti, di una giaca in fresco di lana nera o grigio antracite a code lunghe, che segna la vita e fascia i fianchi, sempre allacciata, mentre i pantaloni sono a righe grigie e nere e il gilet, in doppio petto con revers, é in panno leggere in tinta unita grigio chiaro. La camicia poi avrà i polsini doppi, chiusi da gemelli, il collo rigido, sparato inamidato e angoli rialzati. La cravatta sarà grigia a plastron, fermata da una spilla con perla. In alternativa c'é il mezzo il mezzo tight, che presenta il medesimo taglio, ma senza code. In questo caso non sono previsti né guanti di camoscio, né il cappello a cilindro, essenziali nel tight classico. Le calze saranno nere o antracite, in cotone o seta al ginocchio, con scarpe stringate in vitello nero. Per un matrimonio meno formale, va benissimo anche un abito classico, con giacca rigorosamente monopetto, senza spacchi, con tasche a filetto e in tessuto pettinato e pantaloni senza risvolto. Il gilet é facoltativo. La cravatta, indossata su camicia rigorosamente bianca, sarà a fondo scuro e fantasia minuscola, da accompagnare con la pochette nel taschino della giacca. Per gli accessori, vanno bene le calze, scure e al ginocchio, gemelli ai polsi ed eventuale fiore all'occhiello.

IL BOUQUET

Il bouquet rappresenta l'ultimo gradito omaggio che lo sposo offre alla futura sposa la mattina stessa delle nozze, allo scopo di sugellare ufficialmente la chiusura del periodo di fidanzamento e di preludere finalmente l'inizio di una nuova vita insieme. L'usanza vuole che le sia recapitato a casa direttamente dal fiorista. E' importante conoscere con anticipo qualche dettaglio sull'abito della sposa perché il bouquet deve armonizzarsi con l'abito. Un mazzolino rotondo e compatto, a fiori piccoli, ben si adatterà ad un abito corto, mentre per il lungo si potrà scegliere fra un bouquet a fascio e voluminoso oppure un solo fiore importante, stretto da nastri. Per il vestito con lo strascio, é indicato il mazzo ricadente, mentre per il tailleur si sceglierà una cosa più contenuta. Amplissima la scelta dei fiori, dalle rose romanticissime ai delicati tulipani, fino ai piccoli fiori degli alberi da frutto, ai girasoli, ai fiori di campo. Gli stessi saranno poi usati anche per gli addobbi della Chiesa o del municipio e del ristorante. Il bianco ben si adata a un bouquet in tinta, ma attenzione alle sfumature: non bisogna accostare fiori bianco- azzurri a fiori bianco-gialli, mentre l'abito pastello vuole fiori in tinta o nella stessa tonalità screziata. Il bouquet é secondo la tradizione, l'ultimo omaggio dello sposo per la sposa e chiude il ciclo del fidanzamento. L'usanza vuole che lo sposo lo faccia recapitare al mattino a casa della sposa anche se in realtà é la sposa stessa a sceglierlo in quanto deve armonizzare con il suo abito. In alcuni paesi é addirittura la suocera a regalarlo. Alla fine del ricevimento sarà lanciato a caso tra tutte le ragazze nubili: chi riuscirà ad afferrarlo dovrebbe sposarsi entro l'anno. L'usanza di ornare la sposa con i fiori é antichissima e nasce dal mondo arabo. Qui la donna che doveva sposarsi veniva ornata, il giorno delle nozze, con i fiori d'arancio, bianchi e delicati, simbolo di fertilità. L'usanza é nata come augurio per la sposa di avere una prole numerosa. Mentre gli antichi Egizi ornavano la sposa di fiori profumati ed erbe odorose, per allontanare gli spiriti maligni.



LE FEDI

L'usanza di portare la fede all'anulare sinistro risale addirittura all'epoca degli antichi Egizi. Essi credevano infatti di aver individuato una vena che, partendo dall'anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti. "Legare" l'anulare significava quindi garantirsi la fedeltà. Per incoronare e sigillare l'unione tra gli sposi già gli antichi Romani si scambiavano anelli di ferro, per l'antica legge ebraica le fedi avevano ancor più importanza, infatti ritenevano che solo lo scambio di questi anelli fosse sufficiente a rendere legale il matrimonio. Nel Medioevo, quando non aveva ancora preso totalmente piede lo scambio degli anelli, la "fede" era di grande fattura e di pari preziosità, spesso lo sposo inanellava la sposa con tre anelli. In alcune regioni d'Italia è anche chiamnata "vera", termine veneto-slavo, che significa fedeltà, all'interno si é soliti incidere la data del matrimonio ed il nome della Sposa in quella di lui ed ed il nome dello Sposo in quella di lei. La tradizione vuole che sia lo sposo a pagarle ed a conservale fino al momento dello scambio, ma spesso sono i testimoni a regalarle. Saranno poi i paggetti a portarle sull'altare per la benedizione. Le fedi più indossate sono la "francesina", la classica oppure la piatta. Chi preferisce qualcosa meno tradizionale può optare per un modello incrociato a più cerchi, oppure può scegliere la vera con un piccolo diamante, o addirittura con una serie di diamanti.

LA MUSICA

Per un buon risultato dell'intera cerimonia, é meglio che la musica sia eseguita dal vivo. Uno studio specializzato in programmi musicali sarà offrire un accompagnamento professionale e adeguato a tutto il matrimonio. Le proposte spaziano dalla musica classica alla moderna, alle colonne sonore dei film, fino a musiche composte su misura per l'occasione e secondo il desiderio degli sposi. L'organo può essere sostituito da una scenografica arpa o dagli archi, oppure arricchito da voci liriche e corali. Oltre che la cerimonia, anche il ricevimento potrà essere allietato in tutte le sue fasi dalla musica, che dev'essere discreta senza mai coprire le voci di conversazione. Una musica allegra acompagna solitamente il brindisi nuziale, mentre dopoi il taglio della torta si possono eseguire musiche da camera, arie liriche o d'operetta, oppure procedere alle danze in esecuzioni di quintetti d'archi o di orchestrine a dieci-dodici elementi.

LE DAMIGELLE DELLA SPOSA

Gli antichi egizi, credevano che gli spiriti cattivi si radunassero il giorno delle nozze nel luogo del matrimonio per rovinare la buona e lieta atmosfera. Per questo motivo, le amiche della sposa vestivano con abiti lussuosi e seguivano la sposa per confondere gli spiriti maligni, che non potendo riconoscere la sposa non potevano augurarle sfortune e nefasti.


BOMBONIERE

Anticamente i confetti venivano confezionati in preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo, per il giorno del matrimonio, devono essere rigorosamente di colore bianco e sempre in numero dispari di solito cinque, per rappresentare le qualità della vita che non devono mancare nella vita degli sposi: salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza. La tradizione prevede che la coppia di sposi giri tra i tavoli dopo il taglio della torta. Lo sposo reggerà un vassoio d'argento con i confetti, la sposa li servirà agli invitati con un cucchiaio anch'esso in argento adornato da un candido nastro color avorio cangiante, sempre in numero dispari. Le bomboniere sono un omaggio degli sposi a quanti hanno fatto un regalo, le bomboniere devono essere scelte in linea con lo stile della cerimonia e le si personalizzerà con le iniziali e la data delle nozze. I confetti, bianchi e in numero dispari, tre o cinque, saranno accompagnati da un cartiglio con i nomi degli sposi. I testimoni ricevono in genere un oggetto diverso o identico ma in materiale più prezioso. Sono di rigore quelle classiche realizzate in cristallo, argento, limoges e soprattutto uguali per tutti, non esistono parenti e amici meno importanti di altri.


PARTECIPAZIONI E RINGRAZIAMENTI

Devono essere spedite almeno due mesi prima della data. La scelta dello stile é compito degli sposi ma la tradizione vuole che nel cartoncino siano i genitori a partecipare congiuntamente al matrimonio dei figli: in alto a sinistra il nome dei genitori della sposa che annunciano il matrimonio della figlia (nome di battesimo) con il futuro sposo (nome e cognome); in alto a destra i genitori dello sposo ripetendo la stessa formula. In basso al centro: il luogo, la data e l'ora del matrimonio. Infine in basso i rispettivi indirizzi. Il biglietto più piccolo, per gli invitati al ricevimento, si inserisce all'interno della partecipazione stessa. Gli sposi dovrebbero far stampare alcuni biglietti di ringraziamento per tutte le persone che hanno inviato un regalo o un biglietto entro un mese dal matrimonio.

TRADIZIONE

Il Riso ai tempi dei pagani veniva gettato sugli sposi per simboleggiare una pioggia di fertilità. Luna di Miele: gli sposi dell'antica Roma erano soliti mangiare del miele per la durata di una luna dopo il matrimonio per riprendere le forze dopo la lunga giornata. Da qui l'origine del detto Luna di miele ad indicare i primi, dolci momenti della vita di coppia. Dote: Secondo la tradizione lo sposo, per tutto il primo anno di matrimonio non doveva sostenere spese per l'abbigliamento della moglie e quindi la famiglia di lei forniva gli abiti, biancheria e accessori. Sollevare la sposa tra le braccia e solcare la soglia della nuova casa risale all'antica Roma: facevano così per evitare che inciampasse, presagio infausto, perché significava che le divinità non la volevano accogliere. Gli sposi non si devono vedere né parlare prima della cerimonia nuziale. I fiori d'arancio simboleggiano purezza e verginità, il fidanzato ne deve regalare un mazzetto, legato con un nastrino bianco alla futura moglie. In alcuni paesi, per tradizione, la sera precedente al matrimonio lo sposo organizza una serenata sotto la finestra della futura sposa. Lo accompagnano parenti ed amici e naturalmente un musicista con il violino, la chitarra o la fisarmonica. A fine serenata un ricco buffet per tutti in segno di ringraziamento viene offerto dai genitori della sposa. Le cose che portano bene! La sposa deve portare con sé il giorno del matrimonio sei cose. Una cosa prestata: ad indicare l'affetto delle persone care che rimangono vicine in questo passaggio. Una cosa regalata: a ricordare il bene delle persone care. Una cosa blu: che anticamente era il colore che simboleggiava la purezza ed era il colore dell'abito da sposa. Una cosa vecchia: che simboleggia la vita che si lascia alle spalle e l'importanza del passato che non deve essere dimenticato nella transizione verso la nuova. Una cosa nuova: che simboleggia la vita che sta per iniziare e indica tutti i traguardi e le novità che porterà con sé.

IL LUOGO DEL BANCHETTO DI NOZZE

Il ristorante, insieme alla Chiesa, deve essere prenotato molto in anticipo per potersi garantire i servizi prescelti e definire meglio menù, addobbi e posizioni degli invitati a tavola. Soluzioni alternative al ristorante possono essere:
Villa d'epoca: perfetta per un matrimonio molto elegante, celebrato in cattedrale, con la sposa in abito lungo. Questa soluzione possiede di solito ambienti fastosi e un parco, utilizzabile nella bella stagione per gli aperitivi e per realizzare il servizio fotografico. Loft: di solito uno spazio industriale riadattato, é perfetto per coppie alternative, dopo una cerimonia in comune.
Discoteca: segue la cena al ristorante ed é perfetto per le coppie molto giovani. Palazzo storico: offre anche in città una raffinata cornice classica, ideale per i mesi invernali. Castello: come sopra, con in più un'atmosfera irreale e un pò fiabesca, grazie ai lunghi saloni e all'arredamento di altri tempi. Cascina: segue una cerimonia poco formale, in campagna o in una Chiesetta rustica; il menù avrà il medesimo carattere.

LA TORTA NUZIALE

La torta nuziale é in assoluto la "regina della festa" e, insieme ai confetti, serve a concludere il banchetto in assoluta "dolcezza". La torta deve essere portata in sala dai camerieri ancora intera; gli sposi, con le mani destre unite, servendosi di un coltello d'argento decorato con un morbido fiocco di raso bianco, dovranno procedere al taglio; dopodiché la sposa porgerà al neo marito la prima fetta, la seconda alla suocera, la terza alla mamma, al suocero, al papà e ai testimoni. Solo ultimati i tagli di rito i camerieri porteranno via la torta procedendo a dividere il resto in porzioni. Entrata a far parte del banchetto nuziale soltanto ai primi del Novecento e considerata per molto tempo segno di scarsa raffinatezza; a partire dagli anni 50, la torta nuziale ha cominciato ad essere unanimemente considerata, un complemento irrinunciabile per ogni ricevimento che si rispetti , purché soddisfi oltre al gusto anche l'estetica (statisticamente é il pezzo più immortalato dopo la sposa). Attualmente le forme utilizzate dai pasticceri per confezionare le torte nuziali sono tra le più variegate. La torta a più piani: é la torta di maggior impatto visivo creando così tra gli ospiti le migliori aspettative ed é il tipo di dolce nuziale più diffuso in Italia. Si può proporre a tre o cinque piani, se si vuole veramente stupire, si può arrivare a proporre sette torte sovrapposte e disposte separatamente tra loro in modo progressivo dalla più piccola alla più grande partendo dalla cima. La versione all'inglese o a piramide: è un modello tipicamente anglosassone, caratterizzato da una serie di cubi o cilindri disposti a piramide e decorato con festoni e nastri di nastri, fiori e foglie dall'effetto neoclassico o rinascimentale. La torta all'americana: é la torta multipiano in pandispagna interamente rivestita di pasta di mandorle. A prima vista sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria scultura di zucchero glassato, con base piuttosto stretta che si propende verso l'alto e che si tiene su grazie ad una composizione meno soffice e molto più compatta di quella usata per altri tipi di torta. La torta tipicamente italiana, detta a cappelliera, valido compromesso tra la torta a più piani e quella all'inglese é notevolmente più bassa di quella piramidale e composta, nella maggior parte dei casi, da soli tre piani, poggia su una base rotonda ed ha un diametro di circa un metro e mezzo. La torta monopiano: meno appariscente e scenografica rispetto alle precedenti, di grande successo, specie se di grandi dimensioni, é la torta ad un solo piano per la cui preparazione e farcitura é possibile dar libero sfogo alla fantasia! Rivestita di panna o di briciole di meringa, nella versione Mimosa, spesso ricopre un soffice pan di spagna farcito con delicata crema Chantilly e fragoline di bosco o con classica crema pasticcera. Sempre graditissima in estate é poi la versione alla frutta, interamente rivestita di frutti di bosco, oppure glassata nei toni del bianco e dell'avorio, il classico colore delle nozze, nonché le diverse tonalità del verde, rosa o celestino. Le tortine monoporzione: da tenere ulteriormente in considerazione, e di sicuro effetto tra gli ospiti, la possibilità di far confezionare delle piccole torte monoporzione perfettamente identiche a quelle ufficiali da donare a ciascun ospite intervenuto al ricevimento di nozze, oppure da spedire confezionate in apposite scatoline rigide a chi non ha potuto presenziare personalmente al matrimonio (secondo una tradizione importata recentemente dagli Stati Uniti). La torta al cioccolato: adattissima ai matrimoni celebrati in inverno, é proposta nella versione "full chocolate", farcita di cioccolato sia all'interno che all'esterno, oppure in cioccolato bianco (crema al cioccolato nera all'interno, guarnita all'esterno in cioccolato bianco o panna per i più golosi). Sulla base di questi modelli il pasticcere, che é consigliabile sia altamente professionale, potrà dare libero sfogo alla propria creatività nel gusto, nella forma e persino nel colore, senza incappare in malaugurate cadute di stile. Non esistono limiti invece per le decorazioni, dalla raffinatissima glassa bianca intervallata da piccoli fiorellini in cioccolato bianco e in zucchero, nuvolette e buffolini di panna montata e bigné, delicatissime composizioni di frutta fresca o a pezzettini. In cima alla torta dovrebbero trovar posto le classiche figurine rappresentanti gli sposi, spesso adagiati sotto un piccolo arco di fiori, si può pensare anche ad altre soluzioni come un piccolo bouquet di fiori freschi coordinati al tema del matrimonio, oppure, la riproduzione in zucchero glassato delle fedi nuziali. I modelli di torta standard sono: Saint Honoré, Mimosa, Millefoglie fantasia, Charlotte di frutta, grandi crostate guarnite di frutta fresca o di piccoli frutti di bosco. Altra pasticceria: dopo il taglio della torta nuziale si può pensare di allestire un piccolo buffet con piccola pasticceria composto da pasticcini finissimi, biscottini, mousse al cioccolato, spumoni, bavaresi, meringhe, crostate, tiramisù, gelati e macedonie. Se il matrimonio si celebra d'inverno ci potranno essere panettoni e pandori farciti, frutta candita, torroncini regionali. Se celebrato in estate, invece, trionfi di frutta fresca di stagione, anche esotica, limoni e arance imbottite, incorniciate con ghirlande in tema con i decori delle tovaglie.



LISTA DI NOZZE

Fino a pochi anni fa vietata da tutte le regole del bon ton, la lista nozze é oggi una consuetudine accettata perché risolve molti problemi agli sposi e agli invitati, evitando doppioni inutili o, peggio doni non graditi.

Lista di nozze alternative:

Antiquariato: per completare l'arredamento con oggetti antichi e preziosi; fondamentale la serietà dell'antiquario.
Luna di miele: farsi regalare il viaggio di nozze. Gli sposi possono farsi fare un puzzle che riproduca la meta scelta: gli invitati potranno acquistarne uno o più taselli. Libreria: se la lista é fatta in megastore, ai libri si possono aggiungere CD, CD rom, videocasette, giochi di socità, dizionari, ecc.
Corredo: ritorna l'usanza del corredo nuziale, magari con le iniziali degli sposi ricamate sulla biancheria per il letto e per il bagno. Piante e fiori: é una lista verde, con piante, alberi e fiori per il terrazzo o il giardino; nei negozi specializzati si trovano inoltre complementi d'arredo per esterni, ma anche attrezzi specifici.


L'AUTOMOBILE

Per condurre la sposa in Chiesa o Municipio si usa di solito un'auto di famiglia, magari d'epoca, accuratamente revisionata all'esterno e all'interno, oppure potrà essere presa a noleggio. In entrambi i casi l'addobbo floreale dovrà essere discreto: una composizione discreta da sistemare sul lunotto posteriore e nulla più.
Auto d'epoca:
Anni Trenta: Coupé de Ville (posto aperto per l'autista); Torpedo quattro porte, aperta; Limousine; Berline come Rolls Royce Phantom II, Bentley 3,51, Lancia Dilambda o Astura, Fiat 525, Isotta Fraschini (A, Bugatti 49, Cadillac V16).
Anni Cinquanta: Cadillac americane, dai colori non troppo vivaci, come Lincoln Continental quattro porte, Chevrolet Impala, Cadillac 62. Tra le europee, Lancia Flaminia, Jaguar S o 420,
Mercedes 220S.


IL FOTOGRAFO

La scelta del fotografo non deve essere assolutamente improvvisata, ma attenta e precisa, Dopo aver visionato il book di alcuni fotografi, scegliere quello che appare più in sintonia con le proprie aspettative. La scelta tradizionale é la stampa in bianco e nero o a colori, con qualche immagine "seppiata" o anticata; il formato può essere molto grande o piccolo con fotogrammi ravvicinati. Una novità é rappresentata dalla possibilità di stampare le foto diretamente sulle pagine, come fossero immagini di un libro. Accanto alle immagini classiche viene scelto anche il video realizzato da professionisti.




Per informazioni sulle varie possibilità di Catering:
Francesco Giartosio
francesco@contipronti.it

ECCO COME FACCIO PER I MIEI INVITI

La vita moderna offre molte comodità per la padrona di casa, ma la vita diventa sempre più difficile e complicata e un invito a colazione o a pranzo fa sorgere molti problemi, anche se si tratta di amici di lunga data o di persone senza pretese. L'argomento inviti comprende molti aspetti: dalle modalità per apparecchiare la tavola e creare l'atmosfera giusta, alle regole nel servire ed elaborare il menu, dalla disposizione dei posti a tavola, alle principali incombenze dei padroni di casa e degli ospiti e all'invito da stilare con rigore nelle occasioni formali. La tavola é il luogo dove l'ospite trascorrerà gran parte del suo tempo ed é quindi importante curare ogni dettaglio per farlo sentire a suo agio, apparecchiare é un'arte ma si può sempre imparare ad allestire con stile una bella tavola. Non bisogna eccedere nell'esporre i gioielli di famiglia, lasciare da parte la stravaganza, disporre con eleganza tutti i suoi elementi e, non ultima, curare la disposizione dei posti per favorire la conversazione tra gli ospiti. I biglietti d'invito devono essere senza logo e molto spesso abbinati alla carta del menu e ai segnaposto per cui si può scegliere un tema che si ripete dall'invito all'apparecchiatura, l'invito va programmato con anticipo se si vuole che tutto fili liscio e la programmazione incomincia dal menu. Almeno una delle pietanze va preparata il giorno prima sia che si tratti di una colazione o di un pranzo, specie se la padrona di casa lavora, il servizio di catering é un'ottima soluzione a questi problemi soprattutto in presenza di molti ospiti e dei relativi problemi nella preparazione del menu.

CATERING E BANQUETING

Si sta diffondendo sempre di più la ristorazione "a domicilio". Il catering è un importante settore della moderna ristorazione, indissolubilmente legato all'attività di banqueting, cioè la preparazione di cibi e bevande nell'organizzazione di banchetti realizzato all'interno di hotel, centri congressi, sale per banchetti oppure in sedi individuate di volta in volta per ospitare eventi particolari, quali ville, palazzi, castelli o dimore storiche. Il catering in pratica risolve i problemi di cucina in caso di parecchi invitati.


Per informazioni sulle varie possibilità di Catering:
Francesco Giartosio
francesco@contipronti.it

COME APPARECCHIARE UNA TAVOLA ELEGANTE

Una regola semplice ma fondamentale é che la tavola sia apparecchiata prima dell'arrivo degli ospiti per fare le cose con calma e accogliere gli ospiti con cura. Si può pensare anche ad un tema che sia adatto alla serata e tenerlo presente per scegliere il tovagliato, il servizio da utilizzare, un eventuale centrotavola. Dopo aver deciso la tovaglia, sempre completa di tovaglioli, andranno disposti i sottopiatti, che resteranno a tavola per tutta la durata del pasto. I tovaglioli saranno piegati in forma quadrata, adagiati direttamente sui piatti, evitando stranezze coreografiche. Se volete organizzare una bella tavola per una cena importante dovete cominciare dal mollettone, oggetto immancabile nelle case delle nostre madri e nonne e da noi spesso ritenuto insulso ed inutile. Ci siamo sbagliate, la candida tovaglia di lino, per rendere al meglio e non scivolare, deve avere sotto lo spessore del mollettone. Impariamo ad apparecchiare bene la tavola. Prima di tutto cominciamo dalle regole generali, valide per qualsiasi occasione, con particolare riguardo a tovaglia, tovaglioli, piatti, bicchieri, posate, acqua e vino, segnaposti e centrotavola. Tutto comincia dalle dimensioni del tavolo, é meglio assicurare a ciascuno dei nostri ospiti uno spazio di 60 cm se vogliamo offrire un pasto confortevole.


TOVAGLIA


L’apparecchiatura classica all’italiana prevede una tovaglia grande, non grandissima, con una caduta di circa 30 cm (per intenderci una distanza tra il piano del tavolo e la sedia ). Le tovaglie lunghe fino a terra, così belle in vetrina e in fotografia, sono belle e fini solo a se stese in quanto scomodissime al momento di sedersi, eventualmente tirarla su appuntando ogni tanto delle roselline bianche. Le tovaglie bianche e quelle écru (di fiandra, lino o cotone) sono la scelta più facile e sicura: si adattano a tutti gli ambienti, si abbinano al vasellame di qualsiasi tipo e sono decisamente un'ottima base per far risaltare l'argenteria. Le tovaglie colorate sono ivece scenografiche, ma nella scelta della tinta si deve conto di vari fattori molte volte sottovalutati. Come il colore della stanza, dei piatti o dei decori che potrebbe contrastare troppo o non accostarsi bene appesantendo visivamente tutto l'insieme. Bisogna armonizzare tutta la tavola. Troppi colori creano solo confusione, la semplicità é sinonimo di eleganza e stile. La tovaglia deve essere perfettamente stirata senza traccia di ripiegatura. Il tovagliolo va a sinistra, piegato generalmente a triangolo o a rettangolo. Comunque oggi sono contemplate e permesse anche altre forme e posizioni. Secondo il galateo è consigliato mettere il tovagliolo al centro del piatto oppure alla destra e comunque sempre piegato semplicemente a triangolo o a rettangolo, i tovaglioli devono essere manipolati il meno possibile e prima di accingersi alla piegatura bisogna aver cura di aver le mani perfettamente pulite.

PIATTI


Vanno molto di moda i sottopiatti che hanno risolto un grande problema dell'apparecchiatura. Mettetelo nel posto tavola e non toglietelo mai. Possono essere di foggia diversa, dello stesso stile del servizio, di colore contrastante o anche d'argento, in questo ultimo caso però deve essere necessariamente abbinato anche alle posate (sia le posate che il sottopiatto d'argento devono essere dello stesso modello), oppure dei semplici piccoli vassoi di vetro. Qualcuno dice però che bisogna toglierlo dopo l'ultima pietanza, prima di servire il dessert. Un'ultima accortezza. Non insistete nell'uso del sottopiatto se avete molti ospiti. Anche in questo caso non potete sacrificare l'ospite in favore dell’effetto estetico. Il sottopiatto può essere troppo ingombrante. Sopra va messo il piatto con la pietanza di turno. I piatti sono rigorosamente bianchi e di forma lineare. Se i piatti sono decorati devono essere sistemati in modo che la persona seduta possa vederli nella corretta posizione. Il posto tavola va apparecchiato con il piatto piano della prima pietanza. Perché piatto piano? Perhché il piatto fondo si usa solo per le minestre liquide o i cibi comunque liquidi. Anche i primi quindi vanno serviti nel piatto piano. Il piattino da insalata o mezzaluna va messo alla sinistra del posto, se c'è l'aiuto, quando si toglie il piatto della prima portata

BICCHIERI


I bicchieri sono sempre disposti sulla destra. La regola del galateo suggerisce che il bicchiere più alto sia quello più lontano, così che non ci si inciampi per prendere quello più basso. Normalmente quello dell'acqua è anche il più basso e quindi va all'esterno perché di regola è quello che si usa di più. Per il vino rosso e invecchiato cercate di usare dei calici più bombati e per i bianchi quelli più bassi e più stretti. Minimo ci vogliono due bicchieri (posti davanti al coltello e quindi un pò a destra del piatto). Uno per l'acqua e uno per il vino. L'acqua va versata prima che gli ospiti si siedano a tavola. I bicchieri da vino posso essere anche due, uno per il rosso e uno per il bianco. Anche nel caso dei tre bicchieri la disposizione non cambia. Se é previsto un vino da dessert o lo spumante i bicchieri diventano quattro e cambia la disposizione. Si inizia con il bicchiere da acqua davanti al piatto e poi procedendo verso destra i due da vino (prima quello per il vino rosso e poi quello per il vino bianco). L'ultimo da usare sarà un pò indietro. Su una tavola moderna l'acqua potrà essere servita in un tumbler basso. La flute per lo spumante può esser posizionata al di sopra degli altri bicchieri, in posizione centrale. Suggerisco sempre però di esporre tutti i bicchieri solo se le dimensioni della tavola lo consentono altrimenti é preferibile aggiungere il bicchiere dello spumante con il dessert. Ricordatevi comunque che i bicchieri non vanno mai tolti. Una soluzione per guadagnare spazio potrebbe essere quella di raggrupparli invece di allinearli ma bisogna sempre partire da sinistra con quello grande dell'acqua. Se é previsto pasteggiare a spumante o champagne disponete solo due bicchieri: quello per l'acqua e quello per lo spumante. I bicchieri non devono essere più di quattro: quello per l'acqua sta in direzione della punta del coltello. A destra, sulla stessa linea, quello per il vino rosso, a seguire quello per il vino bianco e dietro la flute per lo spumante.

POSATE

Le posate d'argento sono il tocco di classe che ci vuole. A sinistra del piatto si mettono, al massimo, due forchette (le altre saranno portate dopo): quella normale all'interno e quella da pesce all'esterno. E anche per il coltelli il numero non cambia, uno per il pesce e uno per l'arrosto. A destra stanno, in ordine, il coltello normale e quello da pesce, entrambi con le lame rivolte verso il piatto e, a seguire, il cucchiaio. L'unica eccezione è la forchettina da ostriche che va messa all'estrema destra. Le posate da dessert e da frutta si mettono davanti al piatto: la forchettina con il manico rivolto verso sinistra e il cucchiaino verso destra. Tra i due, il coltellino, nello stesso senso del cucchiaino. I rebbi delle forchette e l'incavo dei cucchiai sono all'insù e in posizione leggermente più alta, eventuali segnaposti. All'esterno vanno sempre le posate che si usano per prime. Impossibile sbagliarsi anche quando ci troviamo in un pranzo ufficiale e abbiamo davanti uno schieramento di posate secondo la moda americana. Poco felice però esporle tutte insieme. Se sono previste tante portate si provvede a rinnovare le posate e il piatto. Le posate da frutta al ristorante o nei banchetti ufficiali vanno portate insieme al piatto della frutta e alla coppa lavadita e vanno messe con le stesse regole di coltello e forchetta. In un pranzo informale potete già disporle sulla tavola.


PANE, SALE, PEPE, OLIO E ACCESSORI

Il pane va servito in un apposito piattino, che può essere d’argento o bianco e prenderà posto sulla sinistra, sopra le posate di questo lato. Il ménage sale, pepe ed olio dovrebbe essere portato in tavola solo in presenza di pietanze da condire al momento, mentre nelle occasioni importanti viene apparecchiata una piccola saliera ed un portapepe ad ogni posto o tra due piatti. Altri oggetti come la formaggiera, la salsiera, la maionese, altre salse o le coppette lavadita (quest'ultime praticamente in disuso), vengono portati a tavola solo quando sono necessari. Al contrario sono banditi portacenere e stuzzicadenti. L'acqua minerale va lasciata nella sua bottiglia originale, se di rubinetto servita in una caraffa. Anche il vino, se pregiato va servito nella sua bottiglia, se comune presentato in una caraffa; il vino rosso va aperto con anticipo per farlo "respirare" e togliere così il tipico sapore di botte.







ASSEGNARE I POSTI A TAVOLA


La tavola diventa più bella e si arricchisce non solo utilizzando servizi prestigiosi; a volte basta curare qualche dettaglio. Per esempio i segnaposti. Si ricorre all’uso dei segnaposti se si è in più di otto persone, negli altri casi basterà che la padrona di casa assegni verbalmente, ma in maniera inequivocabile, il posto ad ognuno dei propri ospiti. I segnaposti, che riportano i nomi dei commensali, assicurano a tutti di trovarsi bene a tavola . In qualche caso l'ospite potrà portarlo via e sarà sicuramente un omaggio gradito. I padroni di casa si devono sedere a capotavola, uno di fronte all'altro, non dimenticando l'alternanza uomo-donna. Gli ospiti più di riguardo siedono al fianco dei padroni di casa, gli altri saranno alternati uomo-donna, preferendo possibilmente che a destra di ciascuno ci sia una persona conosciuta ed a sinistra una sconosciuta o con cui si ha meno confidenza, questa disposizione favorisce la conversazione ed evita che ne restino esclusi gli ospiti nuovi. Se avete genitori e suoceri a pranzo madre e suocera andranno al fianco del padrone di casa, mentre padre e suocero al fianco della moglie. In caso di coppie, le donne saranno di fronte alle donne e ovviamente lo stesso per gli uomini. Per dar la possibilità ai nostri ospiti di dialogare poi liberamente, possiamo offrire il caffé e i liquori in salotto e non a tavola, in questa occasione potranno confrontarsi senza vincoli di posizioni.

CENTROTAVOLA


Innanzitutto, va disposto sulla tavola solo se c'é spazio, poiché è prioritario mettere a proprio agio l'ospite sul fattore estetico. Inoltre la sua altezza non deve essere eccessiva per dare a tutti gli invitati la possibilità di guardarsi e parlarsi senza alcuna difficoltà. Quindi non dovrebbero essere utilizzati candelabri e candele. Sulle candele i pareri sono discordanti. Non si possono utilizzare quelle aromatizzate per non coprire i profumi delle pietanze. Anche se sono neutre quando si spengono emanano un odore poco piacevole. L'unica eccezione per creare qualche effetto particolare è il contenitore con acqua su cui galleggiano delle piccole candele bianche. Materiali. I fiori freschi vanno sempre bene a patto però che non siano profumati sempre per non coprire l'aroma dei cibi portati in tavola. I colori dei fiori devono armonizzare con i colori predominanti sulla tavola, dovranno essere minuti, freschi, senza il gambo, e distribuiti sia a coroncina alla base di statuette, sia a mazzetti sparsi: e ad ornar tavole si prestano, a seconda della stagione, le roselline, le violette, le margherite, i non-ti-scordar-di-me, i lillà, i rossi fiorellini staccati dai mazzetti dei gerani, le gialle palline della mimosa; e a seconda delle circostanze il vischio a capodanno, il pungitopo e l’ilex, con le lo ro palline rosse a Natale; i fiori di pesco o le margheritine di prato a Pasqua. Banditi assolutamente i fiori di plastica. Qualche eccezione si può fare per i fiori di seta purché siano belli e raffinati e magari accostati in composizioni creative con stecche di cannella, bambù o pietre colorate. Evitateli comunque nelle riunioni molto formali. Come centrotavola potete usare anche una zuppiera antica, una composizione di mini piante anche grasse oppure le tante e festose decorazioni ideate per il periodo di Natale o Pasqua.



Per informazioni sulle varie possibilità di Catering:
Francesco Giartosio
francesco@contipronti.it